Sposarsi davvero. Guida completa alle cerimonie civili autentiche.

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La Seminatrice

NATURA e LUCI

Hai ricevuto la proposta di matrimonio e stai cominciando a ragionare sul come realizzare il tuo matrimonio?

Certamente il primo punto da definire ora e il COME vuoi sposarti: con rito religioso o con rito civile?

Questo è uno spartiacque che è profondamente legato ai valori personali di entrambi ed il consiglio è di prendersi uno spazio di riflessione comune per poter addivenire ad una soluzione che sia condivisa.

In questo post non tratterò il matrimonio religioso che è perfetto per le coppie che condividono un percorso di fede, ma mi soffermerò a parlare, invece, delle cerimonie civili ideali non solo per le coppie che avendo contratto precedente matrimonio non possono sposarsi in chiesa ma anche alle coppie che decidono con consapevolezza che una cerimonia civile sia più armonica a loro.

Ma tutti i matrimoni civili sono uguali?

La risposta è: si e no.

Ma seguimi che vedo di spiegarmi.

Quando si parla di matrimonio civile ci sono fondamentalmente 3 diverse possibilità di cerimonia:

  1. Cerimonia in comune. Si va nei locali comunali dove il sindaco o un funzionario comunale leggerà gli articoli alla coppia e dichiarerà il matrimonio. Questa cerimonia è purtroppo piuttosto asettica non essendo consentito molto margine per le personalizzazioni.
  2. Cerimonia simbolica. In una qualsiasi location si crea una cerimonia che senza avere valore legale da l’impressione che ci si stia sposando. Prima o dopo il rito simbolico sarà necessario, se si vuole essere davvero sposati, andare in comune e sposarsi
  3. Cerimonia civile autentica in location. Ci sono alcune location (pochissime) che, grazie al particolare pregio artistico, storico o naturalistico, sono state individuate come Casa Comunale distaccata e nelle quali ci si può sposare davvero come si fosse in comune ma in uno scenario da favola. Qui la cerimonia non solo è bellissima ma è anche vera.
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Civile o Simbolica ma qual’è la differenza?

Alla fine l’importante è che ci siano gli amici cari, i parenti e che il rito sia bello e personalizzato su di noi poi che importa se devo andare a mettere due firmette in comune il giorno prima o il giorno dopo?

Questo è quello che dicono tutte le location che non essendo autorizzate al rito civile autentico provano a proporre il simbolico come equivalente all’autentico.

La differenza sostanziale tra rito autentico e rito simbolico è che in un caso ci si sta sposando davvero nell’altro no. O si è già sposati o ci si sposerà nei giorni a seguire.

A questo punto ecco una domanda importante, molto importante, per valutare quale sia la soluzione giusta per te: Pensi che le emozioni che proverai saranno le stesse se saprai che ti stai sposando veramente in quel momento o se starai facendo una replica sapendo che in realtà sei già sposata?

Ognuno ha la sua risposta ma vale la pena di porsi questa domanda.

Oksana e Marco ed il bi-matrimonio

Siamo nel 2020 nel pieno della pandemia quando, in una bella giornata di marzo, ricevo una chiamata molto triste da parte di Oksana che si è resa conto che tutta la sua famiglia che doveva venire dall’Ucraina, per il matrimonio previsto il 20 giugno, non avrebbe potuto partire a causa delle leggi sul COVID.

In lacrime mi comunica che lei e Marco hanno deciso di spostare il matrimonio al 2021 e che, vista la situazione, nel frattempo si sarebbero sposati in comune per fare poi il simbolico l’anno successivo.

Come fare ad aiutarla? 

Ecco la mia controproposta.

Ok Oksana facciamo così: il 20 giugno 2020 verrai a sposarti nella cattedrale della seminatrice con le poche persone che la legge di consentirà di avere accanto, poi il 20 giugno 2021 al primo anniversario di matrimonio faremo un rito simbolico sempre in cattedrale.

Marco e Oksana sono felici per questa soluzione e quindi procediamo in tal senso. Il 20 giugno 2020 insieme ai testimoni ed ai soli genitori di Marco facciamo una cerimonia itinerante dentro la cattedrale – ho avuto l’onore di celebrare io entrambi i loro matrimoni – e predisponiamo questa giornata come quella iniziale di una cerimonia che dura un anno e che sarebbe terminata il 20 giugno del 2021.

Poi il 20 giugno del 2021 nello stesso luogo, con lo stesso celebrante ma con l’aggiunta di amici e parenti si svolge il rito simbolico che li unirà davanti a tutti e questa è la loro storia.

La mattina successiva mentre stanno facendo colazione mi avvicino e chiedo loro come fosse andato questo loro matrimonio durato un anno. Sono ancora con gli occhi a cuoricino e nell’onda di emozione che li ha travolti la sera prima quando Oksana aggiunge una riflessione.

“La cerimonia di ieri è stata bellissima, memorabile, fantastica ma – devo dirti la verità – quella che mi ha fatto palpitare il cuore come nessuna cosa mai, è stata la cerimonia dello scorso anno quando ci siamo sposati davvero. Ieri anche non volendo il pensiero al fatto che ero già sposata ha fatto un po’ scemare l’emozione del momento”

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Niente di più vero. Guarda attentamente dentro al tuo cuore e fermati a capire cosa sia importante per te.

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Una cerimonia personalizzata

Uno degli elementi che spesso danno forza alla scelta del rito simbolico è la possibilità di personalizzare la cerimonia come si vuole. Non essendoci alcun vincolo legale certo si può fare come si vuole.

In realtà devi sapere che in alcune delle location autorizzate al rito civile autentico è possibile anche personalizzare la cerimonia. Potrai scegliere da chi farti sposare, se far parlare qualcuno, se inserire una ritualità simbolica, se fare lo scambio delle promesse insomma potrai realizzare una cerimonia veramente costruita sulla vostra storia d’amore. Proponendomi di scrivere una guida completa affronteremo più avanti il modo di personalizzare la cerimonia ma intanto sappi che non è solo quando si fa il rito simbolico che si può personalizzare la cerimonia. VERIFICA con la location se e quali possibilità ci sono di personalizzazione

La possibilità di personalizzazione è una cosa da verificare con la location insieme alla flessibilità di orario, ed alla possibilità di farsi sposare da una persona cara che in gergo tecnico viene chiamata “la possibilità di richiedere la delega del sindaco per farsi sposare da persona cara”

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Quali regole per una cerimonia civile autentica?

Ok ovviamente se scegli di sposarti con rito civile autentico ci saranno delle regole alle quali dovrai sottostare per poterlo fare. Vediamole assieme.

Anche se alcune di queste ti sembreranno dei dettagli irrilevanti, considera che la loro violazione potrebbe comportare l’annullabilità del matrimonio per cui leggi con attenzione, qualche anno fa a Torino una coppia si è vista annullare il matrimonio per la violazione di una di queste regole…

  1. La cerimonia autentica si può tenere solo in una casa comunale. Solo nelle location che sono state individuate come case comunali distaccate (ossia fuori dagli uffici comunali) è possibile celebrare un matrimonio civile con valore legale.

Importante sapere che il Comune di Roma non ha rilasciato ad oggi alcuna casa comunale per cui in tutte le location del territorio romano sarà possibile solo i rito simbolico

  1. La cerimonia deve avvenire in luogo aperto al pubblico. Il matrimonio, lo dice l’art. 106 del codice civile deve avvenire “pubblicamente” quindi nessun locale chiuso, nel quale sia impedito l’accesso a terzi può essere adeguato. 

I cancelli devono rimanere aperti e, se ti sposi al mare non potrai impedire al bagnante in costume di entrare nell’area della tua cerimonia…

  1. La cerimonia deve essere correttamente “vestita”. Questo significa che nell’area della cerimonia – non per forza davanti agli sposi – deve esserci il gonfalone (ossia la bandiera del comune) ed il celebrante deve essere dotato della fascia tricolore che ne indica il ruolo di ufficiale di stato civile per il matrimonio.
  1. Un funzionario comunale di verifica. A meno che non sia lo stesso funzionario comunale a celebrare il matrimonio, è necessario che ci sia una persona terza rispetto al celebrante che ha il compito di verificare che tutto si svolga come da protocollo, onde evitare la possibilità di annullabilità della cerimonia.
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Le 5 fasi personalizzabili della cerimonia civile

Parliamo delle 5 fasi principali che possono essere personalizzate nel rito civile. 

Esiste quella che io chiamo la regola aurea: che la cerimonia sia come siete voi.

Sia romantica se siete romantici, sia giocosa se siete giocosi, sia seria se siete seri. Non esiste una cerimonia che sia perfetta per tutti, esiste una cerimonia che è perfetta per voi e sta a voi costruirla. Se ci riuscirete ai vostri ospiti al termine della cerimonia verrà spontaneo il pensiero: “…conoscendoli, non poteva che essere così!”

E allora ecco le fasi a cui prestare attenzione quando progettate la cerimonia:

  1. Gli ingressi. Se nel rito religioso spesso lo sposo non fa l’entrata ma si fa trovare direttamente all’altare, nel rito civile, specialmente in quello in location, è possibile che lo sposo entri accompagnato dalla mamma. Di più, è anche possibile prevedere un corteo prima dello sposo esattamente come per la sposa. Scegliere chi entrerà prima di voi, in che ordine, vestito come e facendo cosa è una fase delicata della progettazione della cerimonia.
  2. Il celebrante. Ok partiamo subito da uno dei capisaldi della progettazione della cerimonia. Scegliere come celebrante, invece che un estraneo ufficiale comunale, un amico o amica cambia l’atmosfera della cerimonia dalla notte al giorno. Nel prossimo paragrafo vediamo bene quali sono i requisiti per poter fare ciò ma tieni presente che se è vero che la legge consente questa opportunità, la decisione resta sempre in capo al sindaco e/o al comune dove si svolgerà la cerimonia che potrebbe decidere di non accettare la richiesta di delega verso la persona da voi indicata.
  3. I discorsi far parlare delle persone care che vi conoscono alla vostra cerimonia fa l’effetto di introdurre nel rito il vostro mondo visto da fuori. Sarà ricco di ricordi, di battute, di emozione e di cuore per cui vale sempre a pena di chiedere a qualcuno che vi conosce bene di parlare durante la cerimonia
  4. la ritualità simbolica ossia una ritualità in cui si passa dalle parole alle azioni. Si compiono delle azioni e si giura amore facendo. Ce ne sono molte oltre al famosissimo rito della sabbia (se vuoi qualche settimana ne abbiamo viste tre bellissime trovi il link qui) che consentono di cambiare il ritmo della cerimonia evitando così che la tensione emotiva possa abbassarsi a causa delle troppe parole
  5. lo scambio delle promesse. Nel rito civile non ci sono formule preimpostate per potersi scambiare i voti per cui sarà possibile farlo seguendo una linea che sia più armonica con voi. Il mio consiglio è sempre quello di partire dal cuore: pensate ad i vostri perché e scrivete le vostre promesse.

Sul celebrante

Come ho detto, e non smetterò mai di ripetere, la possibilità di scegliere di farsi sposare da una persona cara cambia profondamente l’emozione che si respira durante la cerimonia.

Ma da dove arriva questa possibilità? e quali sono i requisiti per poter fare il celebrante?

Negli anni 2000 una legge (DPR 3 nov 2000, n. 396 n1)  ha concesso ad ogni cittadino italiano, maggiorenne in possesso del godimento dei diritti politici (ossia che può votare e pertanto può anche essere eletto a consigliere comunale) purché non in relazione di 1 grado con gli sposi (quindi no genitore, no fratello/sorella, no figlio/a), la POSSIBILITÀ di ricevere da parte del sindaco la delega ad ufficiale di stato civile per la celebrazione di un matrimonio.

Partiamo in primis dal sottolineare la parola POSSIBILITÀ. 

È sempre a discrezione del sindaco, e delle regole comunali definite, se accettare o meno una richiesta di delega. Questo significa la legge indica la possibilità di farlo ma non ne decreta l’obbligo. Se un sindaco o un comune NON vuole delegare non ci sarà modo legale di obbligarlo.

Perché ti sto dicendo questo? 

Perché è un qualcosa che devi verificare quando vai in location o potresti rischiare di trovarti a fare una cerimonia con un funzionario comunale che alle xx:xx precise arriva legge gli articoli, ti fa mettere le fedi e se ne va. Il rito sarà pure stato autentico ma presenterebbe lo stesso livello di asetticità di quello negli uffici comunali!

Un piccolo alert va posto su quello che fino a poco tempo fa era un requisito ed oggi è diventanta un’opzione a discrezione del sindaco: il celebrante deve essere INCENSURATO.

Nonne al matrimonio civile

Un rito civile autentico può essere davvero una cerimonia emozionante e shhhhhh non mi faccio sentire in giro: la mia massima grande soddisfazione sai da chi ce l’ho?

Dalle nonne degli sposi!

Quelle nonne che quando sentono che i ragazzi vogliono sposarsi con rito civile, si fanno il segno della croce e contestano la scelta fino all’ultimo secondo.

Poi accade qualcosa. 

Il giorno del matrimonio la nonna arriva nel bosco incantato della Seminatrice, si va a sedere all’ombra nel suo posto riservato e, guardandosi attorno, guardando la navata formata dai noccioli, comincia a pensare: “Be’ almeno hanno scelto un posto carino!”

Poi, a suon di musica, entra lo sposo con la mamma e si ferma davanti alle sedie rivolgendosi verso l’ingresso della navata dove tra pochi istanti entrerà la sposa.

La musica cambia ed entra il corteo della sposa con bambinetti e damigelline che spargono petali e già lì comincia a scendere qualche lacrimuccia.

Di nuovo la musica cambia perché sta arrivando la sposa a braccio con il suo papà. Si la nonna la vede in fondo alla navata ma appena la sposa entra…

….o ohòòòò la navata si è illuminata! “ma in che posto magico siamo mai finiti?”

La sposa percorre la navata e si avvicina al futuro marito. Si scambiano abbracci e gli sposi sono ora davanti al celebrante che comincia il suo discorso benaugurale.

Le sue parole sono calde e dolci come il miele. Un po’ fanno sorridere, un po’ ridere con i ricordi di quando la sposa aveva le treccine ed era una peste, un po’ fanno emozionare ripercorrendo momenti importanti delle vite della coppia che hanno condiviso.

Trattenere le lacrime diventa sempre più difficile e la nonna comincia a tirare fuori dalla borsetta un fazzoletto di stoffa.

Ma non è finita. Ora è il turno di parlare della sorella della sposa o della sua migliore amica che partendo dai ricordi non fa che augurare il meglio alla coppia, interrompendosi ogni tre per due perché l’emozione è tale da romperle la voce. 

E l’emozione, si sà, è contagiosa. Non sarà solo la nonna ad avere le lacrime agli occhi ma, con suo grande stupore, praticamente tutte le persone che le sono attorno.

Infine arriva il discorso del testimone dello sposo che è più impavido e riesce a leggere le prime quattro righe senza impappinarsi, salvo poi arrivare al punto nel quale il cuore esce allo scoperto ed il foglio comincia a tremare in modo evidente.

Le lacrime di emozione non sono solo di chi parla o degli sposi (o delle nonne) arrivano anche sullo staff che alle spalle del celebrante sta preparando il materiale per il rito del pianta un albero che andrà a svolgersi di lì a qualche secondo.

Ecco, è arrivato il momento della ritualità simbolica. Gli sposi si alzano vanno al centro della navata dove sopra un tavolino è posato un vaso vuoto con accanto un vaso di terra ed un albero. 

Il celebrante invita i genitori degli sposi ad andare a deporre una paletta di terra nel vaso degli sposi a memoria del fatto che ne sono le radici, poi i ragazzi mettono un po’ di terra, levano l’albero dal vaso di plastica e lo mettono nel vaso nuovo sopra al tavolino e lo bloccano con qualche altra paletta di terra.

Ora il celebrante pone a tutti una domanda: “C’è qualcuno tra i presenti che mettendo una paletta di terra nel loro vaso vuole promettere che ci sarà per loro se ne avranno bisogno?”

Se la nonna non è la prima è solo perché si trova seduta nella seconda fila accanto ai genitori e dietro ai testimoni. Sarà tra le prime a mettere la sua paletta di terra guardando la nipote con il nipote acquisito, con infinito amore e tanti lacrimoni facendo il suo giuramento con cuore palpitante.

E dopo di lei praticamente tutti, uno a uno verranno a mettere la loro paletta di terra ed il loro impegno per la vita degli sposi.

E quando il rito del piantare un albero finisce sembra quasi che il mondo sia cambiato nel frattempo. Qualcosa di magico, emozionante e irripetibile è accaduto nelle loro vite.

Si torna poi ai propri posti ed è ora il momento in cui il celebrante legge gli articoli della legge che terminano con le fatidiche domande: Vuoi tu prendere in sposa…?  Vuoi tu prendere in sposo…? In nome della legge vi dichiaro marito e moglie, potete scambiarvi e fedi!

“Che dolci che sono! Finalmente sono sposati! …ma che sta accadendo?”

La nonna, ancora con gli occhi umidi, si sporge in avanti e chi vede? quel cucciolo bavoso di cane che loro tanto amano che arriva scodinzolando verso la coppia.

Ma prima si ferma ad annusare qua e là creando un momento di vero divertimento ed una risata sgorga dal cuore perché la situazione è davvero inaspettata.

Dietro al collarino il cane ha il cuscino porta fedi che lo sposo gli toglie con attenzione. Finito il suo compito il cane decide che sì, l’abito della sposa è il posto giusto dove accucciarsi per fare un pisolino e così fa.

Gli sposi sono ora uno davanti all’altra e con voce tremante è per primo lo sposo a dichiarare il suo amore alla sposa. Racconta di quando si sono conosciuti e di quando si è reso conto che lei era la donna della sua vita. Delle difficoltà che hanno passato e del desiderio di averla accanto e di poterle essere accanto in tutti i momenti della vita da li in avanti. Con dolcezza le prende la mano sinistra e le mette la fede.

Poi è la sposa a parlare. Il suo discorso è spiritoso, ripercorre tutte le difficoltà che hanno dovuto superare assieme e lo fa con spirito canzonatorio e gli occhi pieni di amore. Dice che non vorrebbe mai nessun altro accanto a sé che non fosse il suo sposo e promette di essere sempre pronta a parlare, condividere, litigare, amare, mangiare, viaggiare e fare qualunque cosa vorranno fare nel presente e nel futuro

Intanto la nonna ha tirato fuori il secondo fazzoletto perché il primo è troppo bagnato per essere utilizzabile.

La sposa mette la fede alla sinistra del suo sposo ed il momento del primo bacio da sposati è ora arrivato.

Siamo ancora dentro l’onda di emozione generata dallo scambio delle promesse quando il celebrante si prepara all’atto finale che sancirà il matrimonio: la lettura del registro di stato civile nella quale si ripercorrono i passaggi fatti per arrivare al matrimonio e si appongono le firme degli sposi dei testimoni e del celebrante che sanciranno l’unione.

Firmato il registro di stato civile, però, gli sposi hanno pensato di volere una pergamena che consenta a tutti i cari presenti di ricordare questo giorno. Iniziano i testimoni, il celebrante e sorpresa finale anche il quadrupede del cuore appone la sua zampa!

Intanto sono arrivati i conetti con i petali e sono tutti pronti per l’uscita degli sposi e l’inizio della festa! Inizia la musica e centinaia di petali svolazzano sulla testa degli sposi che escono felici 

Poi è tutto un turbinio di baci abbracci, foto con i testimoni, foto con i genitori, foto con i nonni prima che la folla di gente cominci ad incamminarsi verso l’area dell’aperitivo.

Ed è a questo punto che lo faccio. Vado verso la nonna e le domando: “Signora, le è piaciuta la cerimonia?” ed ogni volta in risposta ricevo uno sguardo incantato e sognante ed una frase che ruota sempre intorno a “…non avrei mai immaginato che una cerimonia civile potesse essere tanto bella!”

Anche io sorrido adesso e grande parte del carico di fatica associato al gestire un matrimonio svanisce con un battito d’ali e mi ritrovo carica e pronta per affrontare la fase del ricevimento!

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